Quando un’umana esperienza si trasforma in una consapevolezza divina

Vinamour alla scoperta dell'Oltrepo Pavese

Un momento insieme ad Antonio Achilli e Andrea Crosignani dell’Azienda Agricola Manuelina

Nel 2021 dalla genialità, dalla lungimiranza ma soprattutto dal cuore di due eclettici amici, Dino Ferrari e Davide Della Croce, nasce l’associazione Vinamour con l’idea di unire passione per la convivialità e desiderio di una maggiore conoscenza in ambito enogastronomico. Negli ultimi tre anni i soci hanno potuto approfittare di tre Wine Tour Experience particolarmente interessanti. Nel 2024 siamo stati nel Collio tra Friuli e Slovenia e nel 2025 abbiamo visitato alcune realtà vitivinicole della Toscana, godendo in entrambi i casi di esperienze meravigliose, ma, quest’anno, in occasione del viaggio nell’Oltrepò Pavese, la sorte ci ha donato momenti di grande conoscenza e gioie gustative sublimi.

La storia vinicola dell’Oltrepò Pavese ha radici profonde e tradizioni millenarie. Inoltre c’è un filo rosso che attraversa la grande viticoltura mondiale, passando a metà tra equatore e Polo Nord, ed è il 45° parallelo, la “comfort zone” di alcune tra le migliori espressioni enologiche del pianeta, come ad esempio Borgogna e Bordeaux in Francia e come quella esistente nel Pavese al di sotto del fiume Po. Un luogo fisico e simbolico che genera vini e storie capaci di emozionare. In un paesaggio caratterizzato da eleganti possedimenti nobiliari circondati dalle campagne, bellissimi casolari rurali, vivaci torrenti e lussuriose colline coltivate a vite, troviamo come vitigni tipici la Barbera e la Croatina, che danno origine a vini rossi corposi e territoriali. Per i vini bianchi, invece, a rappresentare il suolo ci pensano il Riesling Italico, che produce vini semplici di pronta beva, e il Riesling Renano che realizza vini più complessi e piacevolmente mutevoli, adatti alla gastronomia. Alla fine del 1800 vennero impiantate le prime barbatelle di Pinot Nero: questo vitigno francese trovò nel microclima e nei terreni condizioni ideali per esprimersi in particolare nella produzione di spumanti Metodo Classico (qui definito “Classese”, cioè Metodo Classico Pavese) che nel 2007 hanno ricevuto la Docg e ad oggi sono riconosciuti tra i migliori d’Italia… e non solo.

In questo viaggio due sono le menzioni speciali da attribuire: la prima va all’Azienda Agricola Manuelina. Nel loro sito troviamo questa frase di presentazione: “Dietro al vino, l’uomo”, e mai una citazione fu così appropriata. Inizialmente siamo stati seguiti dal sig. Andrea Crosignani, addetto all’accoglienza, il quale ci ha mostrato i vigneti e la cantina. In più di vent’anni di esperienza nel mondo del vino non ho mai trovato una persona così gentile, umile e preparata, che aveva una conoscenza in ambito agrario, enologico e storico pari a un cattedratico; poi, con grande calore umano e genuina affabilità, il titolare dell’azienda il sig. Antonio Achilli, con la moglie Manuela, ci hanno guidati nella degustazione dei loro ottimi vini, capaci di unire tradizione ed innovazione, accompagnati da strepitosi salumi e formaggi.

L’apice dell’eccellenza si è toccato presso il Podere Bignolino, dove tutto, ma proprio tutto, è stato perfetto… Il brillante e dinamico dottor Cirillo Massimo Contardi, agronomo e padrone della tenuta, ci ha condotto tra i filari delle sue splendide vigne e se, come si dice, il vino buono nasce in vigna, Cirillo è senz’altro il padre dei suoi capolavori. Dopo aver visitato la moderna e immacolata cantina, siamo passati nella sala degustazioni dove il titolare dell’azienda ci ha fatto assaggiare i suoi vini e i nostri sensi hanno iniziato a percepire emozioni meravigliose. Magnifici i due spumanti metodo classico da Pinot Nero, in particolare, a mio avviso, il Rosé (che nell’Oltrepò viene definito “Cruasè”, e ancora una volta, c’è un gioco di parole, dove si unisce il termine “Cru”, ovvero, un vigneto appartenente una piccola zona, capace di produrre vino con caratteristiche organolettiche particolarmente pregiate e il termine “Rosé”). Sono stati eccellenti i due Riesling, uno splendore la Barbera, ma l’apoteosi l’abbiamo raggiunta quando, visto il nostro entusiasmo, il padrone di casa ci ha donato l’assaggio di un pregiatissimo spumante Millesimato 2001, dosaggio zero, con sboccatura dicembre 2025. La lunghissima permanenza sui lieviti, di ben 25 anni, ha permesso al vino di acquisire fragranze, profumi ed aromi estasianti, rendendolo un’opera d’arte per la vista, l’olfatto e il palato. Per concludere, finita la degustazione, la bellissima e simpaticissima Antonella Gallesi, addetta marketing & hospitality, ci ha deliziati con l’eccellente pranzo da lei preparato.

Da sottolineare anche la notte passata presso l’Agriturismo Corti della Gualdana, un posto delizioso dove il tempo sembra essersi fermato, dove la gentilezza e ospitalità di Ahmad riescono ad avvolgerti e farti sentire come a casa. Questo percorso ha permesso ai partecipanti del Tour di cresce notevolmente sia a livello culturale, sia a livello sensoriale. Come è noto, però, i record sono fatti per essere battuti e Vinamour vuole dare sempre nuove e maggiori emozioni ai suoi iscritti, così, per festeggiare il suo quinto anniversario di nascita, i dirigenti hanno pensato di invitare tutti i soci domenica 14 giugno presso Corte Belvedere a Mazzantica di Oppeano, deliziandoli con un pranzo preparato dalla straordinaria private chef Sara Piccinato.

Dott. Alessandro Bertolotto
Sommelier Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori)
Laureato in Scienze psicologiche per la formazione